Rubrica “Le parole della cura”

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Inviaci piccoli pensieri, storie, poesie o ricordi che ci facciano sentire più vicini e protagonisti del futuro che potremo costruire, perché in quello che abbiamo passato – e ancora soffriamo – è possibile esprimere anche potenzialità di cambiamento costruttivo.

Per noi che ci prendiamo cura di persone con demenza il lungo periodo di “distanziamento” è ancora in corso, per questo crediamo che questa nuova rubrica possa esserci utile per scambiarci pensieri ed impressioni che ci siano stati o ci siano di aiuto, per il piacere che ci hanno fatto provare, per quello che ci hanno fatto capire, perché ci hanno fatto sentire migliori.

Le vostre parole della cura

C’era una volta un animaletto piccolo, ma così piccolo, che al suo confronto anche una formica sembrava gigantesca. Si sentiva solo e si annoiava. Aveva sempre avuto il desiderio di viaggiare. Ma non sapeva come fare. Non aveva abbastanza soldi per comprare un biglietto così costoso. All’improvviso, l’idea giusta: “Mi metto a cavalluccio di una persona, lei non se ne accorge, sono troppo piccolo e leggero e posso girare tutto il mondo”. Così fece. Virulino, questo era il suo nome, non aveva previsto che questo suo farsi scorazzare avrebbe avuto una tremenda e sciagurata conseguenza su tutta la gente. Questo fatto lo sconvolse e pianse tanto da rimanere senza lacrime. Diceva: “Sono stato egoista, sono cattivo è giusto che paghi”. Risoluto e pentito, si diresse dai carabinieri per confessare la sua colpa.
Era deciso a finire la sua vita in galera. Si ricordò che le sbarre delle prigioni sono troppo larghe, per uno piccolino, come lui era. Avrebbe potuto entrare e uscire tutte le volte che lo avesse voluto. Gli venne quindi un’altra idea: farsi scoprire, aiutando così i dottori di tutto il mondo a trovare un vaccino. Così fece e la scienza, in breve, cercò e trovò la medicina giusta. C’è poi da dire che tutto il suo viaggiare era stato bellissimo, aveva visto città, paesaggi e tante altre meraviglie. Ma era stanco e gli era venuta nostalgia dei genitori e dei nonni: papà colera, mamma peste, nonno HIV, nonna aviaria. Che bella famigliola! Disse, è giunta l’ora di andare. Così fece, abbandonò il suo “cavalluccio umano ” e volò in cielo, dove c’è il paradiso dei virus. È così che tutti vissero guariti e contenti!
(marzo 2020, M. e N.)

Il tetto si è bruciato / ora / posso vedere la luna. Mizuta Masahide (A. M.)

Da 10 giorni una gallina è andata in chioccia e sta covando 8 uova. È sempre successo in questo periodo dell’anno, è la natura che si riproduce. Quest’anno, in questo momento di paura e incertezza di vita, una gallina che cova le uova è speranza. (aprile 2020, M.B.)

Ognuno ha una favola dentro / che non riesce a leggere da solo. / Ha bisogno di qualcuno che, / con la meraviglia e l’incanto negli / occhi, gliela legga e gliela racconti. P. Neruda (A. M.)

In questo periodo io sto molto a letto, dormo, non penso a niente, per il semplice motivo che non voglio star male, perché dei pensieri negativi ce ne sono sempre (23/06/2020, I.)

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