Musicoterapia

Il nostro progetto di musicoterapia offre alle persone con demenza un percorso nel quale, attraverso la produzione e l’ascolto di musica, si sentano valorizzate nelle loro capacità espressive e possano godere di uno stato di benessere e piacevolezza.

Il percorso è destinato a un gruppo di 15 persone con deficit cognitivo e si articola in sedute della durata di due ore, a cadenza settimanale.

L’Equipe di lavoro è formata dal musicoterapeuta e dalla psicologa-psicoterapeuta che definiscono il calendario e le modalità di svolgimento degli incontri. Prima dell’ingresso nel progetto, incontrano ogni nuovo partecipante insieme al caregiver al fine di conoscerli e raccogliere i dati clinici e l’anamnesi musicale.

Durante il percorso annuale di musicoterapia, desideriamo dare alle persone con demenza la possibilità di attingere ai propri ricordi stimolando risorse sia cognitive che emotive, di manifestare queste emozioni attivando una modalità di espressione alternativa alle parole, permettendo loro di ridurre i sentimenti di frustrazione, di angoscia e di ansia che spesso li accompagnano.

I due percorsi

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Logo di Banco BPM | Fondazione Banco S. Geminiano e S. Prospero | contributo al percorso di musicoterapia per persone con demenza

Cos’è la musicoterapia

La musicoterapia può essere considerata una disciplina che, attraverso il materiale sonoro-musicale, induce effetti regressivi terapeutici atti a favorire il determinarsi di momenti riparativi delle funzioni del sé nei suoi aspetti di identità, conoscenza, consapevolezza, relazione, e affettività. Bisogna ricordare che la musica è mezzo di comunicazione anche là dove le parole divengono inaccessibili.

“La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori”. Johan Sebastian Bach

Una terapia non farmacologica

Le arti-terapie, tra cui la musicoterapia, rappresentano interventi strutturati in una situazione terapeutica precisa, basati su regole e controlli.

Le aree cerebrali associate alla memoria musicale subiscono un danno minore rispetto ad altre zone associate ad altre memorie, così anche persone con una grave compromissione riescono a godere delle melodie e a trarne giovamento, sia a livello cognitivo, sia psicologico ed emotivo.

Le evidenze scientifiche sulla musicoterapia, raccolte in anni di sperimentazioni, ci raccontano quanto abbia effetti benefici sul nostro sistema nervoso, sulla nostra psiche e sul nostro comportamento.

Per tutto questo, si ritiene che la Musicoterapia sia a tutti gli effetti una terapia non farmacologica.

Nonostante il progressivo deterioramento delle sue facoltà cognitive e funzionali, in moltissimi casi la persona con demenza è in grado di ricordare le melodie e spesso anche le parole di motivi che sono stati le colonne sonore della sua vita. Si riattivano emozioni, ricordi, desideri e linguaggi che sembravano sopiti. Si aprono scenari che amplificano il senso di competenza, riducono la frustrazione, agevolano la relazione e producono piacevolezza.

Pertanto, attraverso la musicoterapia, intendiamo trovare e valorizzare un canale di comunicazione arcaico, preverbale: non solo ascolto, ma produzione spontanea di suoni nel tentativo di recuperare, almeno in parte, la capacità comunicativa delle persone con demenza.

Ad oggi, la medicina ufficiale non ha ancora trovato una terapia farmacologica in grado di guarire le demenze, ma sappiamo che è possibile offrire alle persone con demenza una qualità di vita che sia soddisfacente il più a lungo possibile prendendoci cura di loro: occorre passare da una concezione della cura come guarigione ad un’altra, da alcuni punti di vita più ampia, che riguarda appunto il prendersi cura, lo stare vicino, preoccupandoci del benessere della persona. La musicoterapia, così come altre proposte che riguardano la stimolazione cognitiva, risponde a questi obiettivi con particolare efficacia.

Per informazioni

Per saperne di più, telefona al Centro di Ascolto AIMA al n. 0522 335033 il mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30

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