Film su Alzheimer e demenza

Elenco – non esaustivo – di lungometraggi e documentari che trattano il tema dell’Alzheimer e della demenza:

Arrugas – Rughe (2011) di Ignacio Ferreras, 89 min.
Lungometraggio d’animazione, tratto dall’acclamato graphic novel di Paco Roca. ‘Arrugas – Rughe’, narra le avventure di Emilio e Miguel, due anziani che stringono amicizia in una residenza geriatrica. Emilio, che arriva in uno stato iniziale di Alzheimer, verrà aiutato da Miguel e altri compagni a non fi nire al tanto temuto ultimo piano dell’istituto, dove viene recluso chi ha perso la ragione e non può più provvedere a se stesso. Il loro piano tinge di commedia e grandi dosi di tenerezza la quotidianità altrimenti tediosa della residenza, dove per molti la vita sembra ormai finita, mentre per loro sta iniziando di nuovo.

Bicicleta, cullera, poma (2010) di Carles Bosch – in l.o. con sottotitoli in italiano, 96 min.
“Bicicletta, cucchiaio, mela”: tre parole senza alcuna correlazione. Tre parole da ricordare. A tutti noi sembrerà facile, ma per i pazienti affetti da Alzheimer questo piccolo test si rivela insormontabile. Il morbo di Alzheimer colpisce sempre più persone e in futuro potrebbe mettere in diffi coltà il nostro sistema sanitario. “Bicicletta, cucchiaio, mela” di Carles Bosch affronta uno dei temi più delicati del nostro tempo. Il protagonista di questa storia è Pasqual Maragall, ex sindaco di Barcellona durante i giochi olimpici ed ex presidente della Catalogna. Per due anni ha accettato di farsi filmare, pur sapendo che sarebbe andato incontro a un lento declino. E nonostante lo sconforto legato alla sua situazione, affronta la malattia con grande coraggio e ironia.

Florida (2015) di Philippe Le Guay, 110 min. Con Jean Rochefort, Sandrine Kiberlain, Anamaria Marinca, Laurent Lucas, Tommy O’Brien.
Claude Lherminier è stato proprietario e dirigente di un’importante cartiera di Annecy ed è ora un ottantenne che inizia a sentire, senza volerli ammettere, i primi importanti segni della demenza senile. La figlia Carole, che lo ha sostituito nella direzione aziendale, cerca di occuparsene affidandolo a badanti che lui mette, più o meno scientemente, in difficoltà. C’è poi un suo desiderio ricorrente al quale non vuole rinunciare: rivedere l’altra figlia, Alice, che vive in Florida.
Philippe Le Guay rivolge il proprio sguardo a quel momento difficile nella vita di molti in cui i figli si trovano a divenire genitori dei propri genitori. Da una parte c’è la fortuna di avere il padre (o la madre) ancora in vita ma dall’altra c’è il ‘peso’ di gestirne le apparenti stravaganze che sono invece segni del progredire del disagio psichico.
Con un attore straordinario come Jean Rochefort tutto questo diventa facile. Le sfumature, i sorrisi astuti e quelli che esprimono disagio, i lampi nello sguardo che in un momento fanno percepire la consapevolezza dell’agire e un istante dopo si spengono affogando nella più totale distanza da quanto circonda il personaggio, sostanziano tutta la sua interpretazione. Di fronte si trova una Sandrine Kiberlain che offre a Carole tutta la disponibilità di una figlia consapevole di una situazione che rischia però di mettere a repentaglio la sua vita di coppia adoperandosi per un genitore che ha bisogno di lei ma la sente anche come un severo controllore. Poi c’è la grande assente: Alice, l’altra figlia a cui Claude pensa incessantemente e che vuole rivedere al punto da sentirsi pronto ad affrontare un volo intercontinentale per raggiungere quella Florida con cui mantiene comunque un contatto attraverso i succhi di frutta.

Il figlio della sposa (2001) di Juan José Campanella, 124 min.
Rafael Belvedere è un uomo insoddisfatto della vita che conduce e di tutto ciò che ruota intorno ad essa. Incapace di comunicare con niente e nessuno, incapace di assumere impegni seri con la sua attuale fidanzata, incapace di assistere la vecchia madre, da tempo malata di Alzheimer, Rafael si rifugia sempre più spesso in casa, davanti al televisore, ad appassionarsi ai vecchi episodi del telefilm Zorro. Ma il destino è in agguato e sta per cambiargli la vita. L’offerta fatta da una multinazionale per acquistare il ristorante del padre e l’improvviso apparire di un suo vecchio amico d’infanzia, Juan Carlos, lo aiuteranno a ricostruire il suo passato e a recuperare il suo presente. Rafael offre questa esperienza di vita al padre affinché esaudisca il vecchio sogno della madre: sposarsi in chiesa.

Iris – Un Amore Vero (2001) di Richard Eyre, 90 min. Con Kate Winslet, Jim Broadbent, Hugh Bonneville, Judi Dench, Eleanor Bron.
Il film narra la vita della celebre scrittrice e filosofa Iris Murdoch. È anche la storia dell’amore, tutt’altro che sentimentale, tra lei e il marito John Bayley, studioso di letteratura inglese. Per lungo tempo è lei a dettare le regole del loro rapporto e a tenere il marito costantemente sulla corda. Poi, nell’età matura, quando Iris è colpita dal morbo di Alzheimer e comincia a dimenticare le parole, diventa docile e dipendente dal marito che, per continuare a comunicare con lei, riscopre il linguaggio infantile.

La Famiglia Savage (2007) di Tamara Jenkins, 113 min. Con Laura Linney, Philip Seymour Hoffman, Philip Bosco, Peter Friedman, Gbenga Akinnagbe.
L’ultima cosa che i due fratelli Savage avrebbero mai voluto fare è volgere lo sguardo alla propria difficile storia familiare. Dopo essere riusciti ad allontanarsi da un padre dispotico e autoritario, i due hanno costruito un bozzolo protettivo attorno alle proprie vite complicate. Ma ecco arrivare una telefonata, da cui apprendono che il padre Lenny, così a lungo temuto ed evitato, sta lentamente sprofondando nella demenza ed essi sono gli unici a poterlo aiutare.

Le Pagine della nostra vita (2005) di Nick Cassavetes, 122 min. Con Ryan Gosling, Rachel McAdams, James Garner, Gena Rowlands, James Marsden.
Giorni nostri. Un anziano signore (James Garner) fa visita ad una donna (Gena Rowlands), ospite in una casa di riposo perché affetta da demenza, per leggerle alcuni passi di una storia d’amore d’altri tempi. Sbocciata nel Sud classista degli Stati Uniti anni ’40, la passione fra Noah (Ryan Gosling), semplice manovale, e Allie (Rachel McAdams), figlia di aristocratici in villeggiatura, diventerà lo strumento per ridare vita ai ricordi svaniti nel nulla.

Lontano da Lei (2006) di Sarah Polley, 110 min. Con Julie Christie, Michael Murphy, Gordon Pinsent, Stacey LaBerge, Olympia Dukakis.
Dopo 44 anni di matrimonio, Grant e Fiona sono ancora molto legati l’un l’altra e la loro vita quotidiana è piena di tenerezza e umorismo. La tendenza di Fiona a riferirsi sempre più spesso al passato creano una tensione che viene però generalmente cancellata facilmente dall’uno o dall’altra. Quando i vuoti di memoria diventano più evidenti e drammatici, nessuno dei due può ignorare che Fiona sia stata colpita dal morbo d’Alzheimer. A quel punto Grant intraprende un vero e proprio viaggio d’abnegazione per permettere alla moglie di essere felice per l’ultima volta.

Nebraska (2010) di Alexander Payne, 134 min.
Woody Grant ha tanti anni, qualche debito e la certezza di aver vinto un milione di dollari alla lotteria. Ostinato a ritirare la vincita in un ufficio del Nebraska, Woody si avvia a piedi per le strade del Montana. Fermato dalla polizia, viene ‘recuperato’ da David, figlio minore occupato in un negozio di elettrodomestici. Sensibile al desiderio paterno e dopo aver cercato senza successo di dissuaderlo, decide di accompagnarlo a Lincoln. Contro il parere della madre e del fratello Ross, David intraprende il viaggio col padre, assecondando i suoi capricci e tuffandosi nel suo passato. Nel percorso, interrotto da soste e intermezzi nella cittadina natale di Woody, David scoprirà i piccoli sogni del padre, le speranze svanite, gli amori mai dimenticati, i nemici mai battuti, che adesso chiedono il conto. Molte birre dopo arriveranno a destinazione più ‘ricchi’ di quando sono partiti.

Poetry (2010) di Lee Chang-dong, 134 min.
Mija è una donna di 66 anni che si mantiene con una piccola pensione e un lavoro occasionale come badante. Vive in una piccola città della Corea del Sud assieme al nipote Wook, studente di liceo apatico e teledipendente. Il caso e la curiosità portano Mija a frequentare un corso di poesia. Per la prima volta nella sua vita, la donna si mette alla ricerca dell’ispirazione poetica, pronta a cogliere con un nuovo sguardo l’ambiente marginale e anonimo che la circonda. Ma il suo sogno di scrivere poesia deve fare i conti con una realtà dolorosa a cui si ribella con la ricerca della bellezza.

Quartet (2012) di Dustin Hoffman, 98 min.
A Beecham House, casa di riposo per cantanti lirici e musicisti immersa nella campagna inglese, si prepara come ogni anno il grande spettacolo per l’anniversario della nascita di Verdi. Tutti gli artisti residenti tornano sulla scena per raccogliere fondi per mantenere Beecham e, tra gorgheggi e capricci, rinascono ansie da prima donna, rivalità, isterismi. E, ad aumentare la confusione, arriva la diva della lirica Jean Horton, che ritrova Reggie, Wilf e Cissy, gli altri componenti di un quartetto leggendario.

Still Alice (2014) di Richard Glatzer e Wash Westmoreland, 99 min. Con Julianne Moore, Kristen Stewart, Alec Baldwin, Kate Bosworth, Hunter Parrish.
Alice Howland, quasi cinquant’anni, è felicemente sposata, ha tre fi gli adulti e dopo anni di studio, di notti a base di caffè e libri di psicologia, ha coronato il suo sogno ed è una scienziata di grido, insegna ad Harvard e viene chiamata dalle più prestigiose università
per tenere conferenze. All’inizio sono solo piccole dimenticanze: una parola sulla punta della lingua che non riesce a ricordare, gli orari delle lezioni, il numero di uova nella ricetta del pudding natalizio…. poi un giorno, mentre fa il jogging quotidiano, Alice si ritrova in una piazza che è sicura di conoscere ma che non sa dove si trovi… Qui comincia il suo viaggio tra le corsie d’ospedale, a caccia del male che sta cancellando i suoi ricordi.